Le iniziative del CIRPS ed il Convegno del 5 ottobre al Senato hanno contribuito a dare nuovo impulso dell’idrogeno verde
Le iniziative del CIRPS ed il Convegno del 5 ottobre al Senato hanno contribuito a dare nuovo impulso dell’idrogeno verde

Rassegna stampa

Dopo il convegno sull’idrogeno “verde” del 5 ottobre scorso al Senato sembra proprio che ci si stia muovendo secondo le nostre indicazioni.


27 gennaio 2021. NOTA CIRPS SU IDROGENO “BLU” E ENI

MESSO FUORI DAL “RECOVERY PLAN”, L’ENI INTIGNA PER REALIZZARE A RIMINI IL SUO PROGETTO PILOTA CCS (CARBON CAPTURE AND STORAGE) PER PRODURRE “IDROGENO BLU”, CIOÈ IDROGENO OTTENUTO DAL TRANSFORMING DEL METANO. SEMPRE FOSSILI, BASTA! VIA DESCALZI DA AD DELL’ENI!

Una richiesta già avanzata quando a luglio scorso la ACWA, società saudita per l’energia, annunciò il suo piano di 4 GW di elettrolizzatori entro il 2025 per produrre idrogeno verde. E non è che in materia di fossili l’Arabia Saudita abbia da imparare da qualcuno. Alla testa dell’ENI ci vuole uno come Paddy Padmanathan, il ceo di ACWA, e non un fossilizzato come Descalzi. Eppure, Starace, l’AD di ENEL, con l’accordo stilato con ENI per la decarbonizzazione di alcuni siti ENI a colpi di idrogeno verde, un messaggio chiaro l’aveva mandato.

Un cruccio personale è che nel 2014 avevo contribuito come esperto di parte civile a far condannare Scaroni, in quanto AD dell’ENEL al tempo dei fatti, per “disastro doloso” nella gestione della centrale di Porto Tolle. Purtroppo, la coraggiosa sentenza del tribunale di Rovigo – tre anni e l’interdizione dai pubblici uffici in prima istanza – fu ribaltata in seguito, nonostante l’ISPRA avesse quantificato in oltre 3 miliardi di euro i danni ambientali e sanitari.

Descalzi è della stessa pasta, non aspettiamo altri disastri ambientali ed economici per toglierlo di torno.


23 gennaio 2021. A PROPOSITO DI CIVITAVECCHIA


12 gennaio 2021

Francesco Starace, AD di Enel, è stato nominato co-presidente della tavola rotonda “Renewable and low-carbon hydrogen production” della European Clean Hydrogen Alliance della Commissione UE.


9 gennaio 2021. Post su Facebook

GREENPEACE: #G20, inchiesta su Domani: il referente del tavolo ambiente e energia è un manager #Eni. Il governo spieghi.

CIRPS: IL GOVERNO RIPARI IMMEDIATAMENTE A QUESTO SVARIONE, FAREMO FINTA DI CREDERE A UN ERRORE.

Un bagno nel passato, un tuffo nella giovinezza quando – anni Ottanta – i Piani Energetici Nazionali li squadernavano direttamente ENI e ENEL. È noto il fallimento clamoroso di quei Piani, al quale abbiamo robustamente contribuito con indubbio successo, surdimensionati dal lato della domanda per promuovere al massimo il consumo dei combustibili fossili, petrolio in testa; e, allora, anche il nucleare.

È vero che “storia magistra vitae” è al più un auspicio, ma 30 anni e passa dopo insistere nell’errore è un peccato di ostinazione che rasenta la stupidità.

Invece di slabbrare sulla “svolta green”, il Governo ricordi che il 37% del Recovery Fund verrà assegnato per far fronte alla crisi ambientale, cambiamenti climatici in testa. Vorrebbe appaltare all’azienda regina del fossile questa partita?


5 gennaio 2021. Il Post

“La turbina eolica più grande di sempre”

Da qualche tempo nel porto olandese di Rotterdam, il più grande d’Europa, c’è una gigantesca pala eolica. È alta 260 metri e larga 220 metri e potrebbe avere un forte impatto nel settore della produzione di energia elettrica sfruttando la forza dei venti: o almeno è ciò che spera General Electric (GE), la multinazionale statunitense che ha costruito il prototipo nel porto. Terminati i test a Rotterdam, GE inizierà a produrre queste nuove turbine – le più potenti di questo genere mai realizzate – e a venderle per la costruzione di centrali eoliche in alto mare (offshore), sempre più richieste dalle multinazionali dell’energia e dai governi per ridurre le emissioni responsabili del riscaldamento globale.

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4 gennaio 2021. Climalteranti.it

“E anche il 2020 risulta tra gli anni più caldi”

[di Claudio Cassardo] Il valore del 2020 supera la soglia di +1°c. L’aspetto più preoccupante è che gran parte di questo aumento si è verificato a partire dal 1980. Le temperature medie globali dell’anno appena terminato, secondo quanto risulta dai dati grezzi della NCEP/NOAA, si collocano al quarto posto nella speciale classifica, in testa il 2016, superando ancora+1.2°C rispetto al trentennio 1881-1910. E in Italia? Anche da noi la musica è la stessa: quarto posto, ma con un’anomalia quasi doppia. Inoltre, con questo anno si conclude un altro trentennio, il 1991-2020, che quindi da oggi potrà costituire il riferimento più recente per le medie climatiche. […]

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4 gennaio 2021. Greenreport.it

“Bozza Pnrr, Ccs e moratoria trivelle: solo spine per un governo in crisi”

Mentre il governo Conte bis si avvia verso la resa dei conti con Renzi, in una nota a commento della bozza di Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR), Greenpeace, Legambiente e Wwf denunciano: «Da mesi chiediamo un Piano Nazionale Ripresa e Resilienza “partecipato” per evitare un PNRR “delle partecipate”, come alcune indiscrezioni delle ultime settimane lasciavano temere. Leggendo la seconda bozza del Piano, datata 29 dicembre, siamo stati ampiamente smentiti. Abbiamo, infatti, a che fare con un Piano che contiene diverse misure che sembrano scritte sotto dettatura solo da una azienda parzialmente statale, ossia Eni. Dal documento che è circolato nelle ultime ore emerge che l’azienda partecipata è riuscita a far inserire progetti di confinamento geologico della CO2 a Ravenna e presunte bioraffinerie. Troviamo davvero sconcertante che ad un’azienda a parziale capitale pubblico che fattura ogni anno 70 miliardi di euro, sia permesso di farsi finanziare i propri progetti con soldi dei contribuenti europei». […]

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24 dicembre 2020. CMCC

“Gli scenari climatici per l’Italia da qui al 2100”

I ritratti del clima atteso per l’Italia nei prossimi decenni: sessanta mappe, dieci indicatori, due scenari, tre periodi fino al 2100 per avere un’immagine di cosa ci dicono i modelli climatici del nostro paese. La Fondazione CMCC pubblica gli scenari climatici per l’Italia, un lavoro in divenire, frutto di una ricerca continua che lavora per migliorare la definizione e il dettaglio dei dati da rendere disponibili. […]

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22 dicembre 2020. Greenreport.it

“Post-Covid, anche gli ambientalisti chiedono di essere ascoltati sul Piano nazionale di ripresa”

[di Luca Aterini] Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), nato per articolare la messa a terra dei 209 miliardi di euro in arrivo con in fondi europei Next generation Eu per la ripresa post-Covid, è ancora in bozza ma attorno alla sua gestione le forze di maggioranza nel Governo si stanno incartando nell’ennesima crisi politica in pectore. Uno scenario dove paradossalmente in contenuti del Piano restano sullo sfondo: a riportarli al centro del dibattito sono le associazioni ambientaliste – Wwf, Legambiente, Greenpeace, Kyoto club e Transport&Environment – che in un appello congiunto chiedono una procedura di consultazione della società civile. […]

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12 dicembre 2020. La Repubblica

“La quarta nazione al mondo. Ecco quanto consuma il web”

[di Jaime D’Alessandro] E’ alle spalle di Cina, Stati Uniti e India in fatto di emissioni. Dalle mail allo streaming, abbiamo calcolato in dettaglio l’impronta di CO2 della nostra vita digitale. Fra nuovi processori, uso dell’intelligenza artificiale, algoritmi per ottimizzare i video e data center alimentati da eolico e solare, ecco cosa sta accadendo dietro e quinte per rendere più sostenibile la Rete.

“Stimare quel che accade, con precisione, è il primo passo per migliorare la situazione. E noi non lo stiamo facendo”. Yoshua Bengioin collegamento da Montreal, lo dice senza girarci troppo attorno. L’informatico parigino d’adozione canadesePremio Turing nel 2018 per le sue ricerche sull’intelligenza artificiale, sta vedendo crescere a dismisura l’uso del mondo digitale e degli algoritmi senza che nessuno si chieda quanta energia assorbono e quanto gas serra producono. “Quantità enormi, con buona probabilità”, prosegue Bengio. “Per averne un’idea e per arrivare a una qualsiasi possibile regolamentazione, bisogna iniziare a misurare”. […]

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11 dicembre 2020

CONSIGLIO EUROPEO, C’È L’ACCORDO SUL CLIMA. Taglio delle emissioni del 55% al 2030.

“L’Europa è il leader della lotta ai cambiamenti climatici. Abbiamo deciso di tagliare le nostre emissioni di gas-serra di almeno il 55% entro il 2030”. Lo ha annunciato su Twitter il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, dopo una lunga e complessa discussione tra i 27 iniziata il 10 a Bruxelles.

“E’ un’ottima maniera di celebrare il primo anniversario del Green deal”, ha commentato sempre su Twitter la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, mentre il premier Giuseppe Conte ha parlato di “nottata intensa di lavoro al Consiglio Europeo coronata dalla chiusura positiva sul Green deal”.


7 dicembre 2020. La Repubblica

“Una pala in mezzo al mare. In Sicilia il più grande parco eolico galleggiante del mondo”

Una scelta obbligata. Per andare all’inseguimento del vento dove soffia più forte. Per non incorrere nell’opposizione dei comitati locali e delle associazioni ambientaliste. E’ l’evoluzione dell’eolico offshore: le pale continuano a girare in mezzo al mare, ma la base che sorregge le lunghe torri diventa una piattaforma galleggiante, ancorata al fondo e non più legata a un pilone attaccato al fondo del mare. Una zattera che può raggiungere aree dove l’intensità delle correnti, aeree e non marine, si fa più forte.

L’eolico “galleggiante” è la nuova frontiera nel settore delle energie rinnovabili. Vale per tutti i mari del mondo, ma ancora di più per il Mediterraneo, dove i venti non sono costanti come nel mare del Nord o lungo le coste dell’Atlantico, tanto per restare in Europa. A maggior ragione per i mari che circondano l’Italia, che non brillano per la loro ventosità. Se non molto al largo. […]

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3 dicembre 2020. McKinsey & Company

“How the European Union could achieve net-zero emissions at net-zero cost”

Raggiungere la “neutralità climatica” entro il 2050 produrrà un saldo positivo di 5 milioni di posti di lavoro – 11 milioni creati e sei persi – ma già entro il 2030 il saldo sarà di due milioni (4 creati e due persi). Ci vorranno investimenti per 28.000 mld di euro sull’arco di 30 anni e, soprattutto, interventi mirati per convincere operatori economici, industrie e cittadini a seguire il percorso della “neutralità”.

In questo scenario l’obiettivo al 2030 della riduzione del 55% delle emissioni di gas serra comporterà investimenti nella UE-27 per circa 8.200 mld di euro. Questi alcuni dei dati del rapporto “How the European Union could achieve net-zero emissions at net-zero cost” pubblicato sul sito di McKinsey & Company. […]

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2 dicembre 2020. Corriere della Sera

“Accordo tra Eni e Enel per l’idrogeno «verde» alle raffinerie”

[di Stefano Agnoli] “Verde” per l’una, “verde o blu” per l’altra, le due big company italiane – Enel ed Eni – partono comunque con un accordo sull’idrogeno, da settimane il vettore energetico più di moda e più chiacchierato dell’intero comparto nazionale dell’energia. Il ceo della compagnia elettrica, Francesco Starace, lo aveva in qualche modo anticipato nei giorni scorsi presentando la strategia al 2030 dell’Enel: faremo accordi per fornire idrogeno alle raffinerie dell’Eni. Detto, fatto. In una nota congiunta si annuncia che i due gruppi “stanno lavorando insieme per sviluppare progetti di idrogeno verde attraverso elettrolizzatori alimentati da energia rinnovabile”. Gli impianti – gli elettrolizzatori utilizzano l’elettricità per ricavare l’idrogeno dall’acqua – “saranno posizionati nelle vicinanze di due delle raffinerie Eni presso cui l’idrogeno verde possa rappresentare la migliore opzione di decarbonizzazione. Ciascuno dei due progetti pilota – si aggiunge – includerà un elettrolizzatore di circa 10 Megawatt e si prevede che entrambi inizino a generare idrogeno verde entro il 2022-2023”. […]

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26 novembre 2020. La Repubblica

“Enel, Starace: idrogeno verde può essere risposta a decarbonizzazione”

Francesco Starace, Ad del Gruppo Enel, è intervenuto oggi allo European Hydrogen Forum, l’evento che ha riunito i rappresentanti dell’industria, della politica, dei Governi e della ricerca con l’obiettivo di stimolare il potenziale dell’idrogeno verde e discutere degli ultimi sviluppi nel settore.
“Stiamo sviluppando progetti per l’idrogeno verde in Spagna, Cile e Stati Uniti, e abbiamo piani insieme ad Eni per le loro raffinerie e con Snam ed altri operatori per altre applicazioni in Italia”, ha detto Starace durante la tavola rotonda. “Siamo molto contenti del percorso intrapreso dalla Commissione UE verso la decarbonizzazione della società europea. Questa trasformazione è, per noi, a portata di mano e richiede un’accelerazione degli investimenti nelle energie rinnovabili. Inoltre, ci sono settori come il cemento, i fertilizzanti e le industrie chimiche, così come il trasporto via mare o aria, che non possono essere completamente elettrificati e necessitano di idrogeno verde se vogliamo realizzare una società a zero emissioni. […]

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19 novembre 2020. Il Manifesto

“Civitavecchia a tutto gas”

[di Daniela Passeri] Gas? No, grazie. Civitavecchia prova a sottrarsi al gioco delle fonti fossili che per 70 anni hanno inquinato il suo territorio e si propone come città pilota per la produzione di idrogeno verde, cioè prodotto da energia rinnovabile. La città è compatta nel rigettare il progetto dell’Enel che intende riconvertire da carbone a gas la centrale termoelettrica di Torrevaldaliga Nord, come previsto dalle norme europee che entro il 2025 impongono la fuoriuscita dal carbone. Dice no il sindaco leghista Ernesto Tedesco, dice no l’associazione Città Futura, i comitati, le maggiori associazioni ambientaliste, i medici per l’ambiente, e anche la Cgil. Anche se il gas è la più presentabile delle fonti fossili (inquina fino a un terzo meno del carbone), nello stesso comune di Civitavecchia insiste un’altra centrale a gas in fase di ampliamento, quella di Tirreno Power e, a soli 30 km in linea d’aria, a Montalto di Castro, c’è una terza centrale alimentata a gas. […]

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19 novembre 2020. MISE

“Strategia Nazionale Idrogeno. Linee guida preliminari”

Entro il 2030 sono previsti 10 mld di € di investimenti, rispetto a 1 mld del documento mise di fine agosto, così suddivisi:

  • 5-7 per la produzione;
  • 2-3 per le infrastrutture;
  • 1 per ricerca e sviluppo.

Per realizzare un “ecosistema industriale” a idrogeno verde sono previsti 5 GW di elettrolizzatori entro il 2030. Un contributo adeguato ai 40 GW previsti dalla strategia idrogeno della UE alla stessa data.

Ampliamento della produzione con elettrolizzatori di grandi dimensioni (> 10 MW) e grande attenzione al potenziamento della PMI operante in questo comparto.

Nel suo documento di fine agosto “Progettualità MISE Recovery & Resilience Facility” il MISE prevedeva solo 1 mld € di investimenti.

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