Le iniziative del CIRPS ed il Convegno del 5 ottobre al Senato hanno contribuito a dare nuovo impulso dell’idrogeno verde
Le iniziative del CIRPS ed il Convegno del 5 ottobre al Senato hanno contribuito a dare nuovo impulso dell’idrogeno verde

Rassegna stampa

Dopo il convegno sull’idrogeno “verde” del 5 ottobre scorso al Senato sembra proprio che ci si stia muovendo secondo le nostre indicazioni.


19 novembre 2020. MISE “Strategia Nazionale Idrogeno. Linee guida preliminari”

https://www.mise.gov.it/images/stories/documenti/Strategia_Nazionale_Idrogeno_Linee_guida_preliminari_nov20.pdf

Entro il 2030 sono previsti 10 mld di € di investimenti, rispetto a 1 mld del documento mise di fine agosto, così suddivisi:

  • 5-7 per la produzione;
  • 2-3 per le infrastrutture;
  • 1 per ricerca e sviluppo.

Per realizzare un “ecosistema industriale” a idrogeno verde sono previsti 5 GW di elettrolizzatori entro il 2030. Un contributo adeguato ai 40 GW previsti dalla strategia idrogeno della UE alla stessa data.

Ampliamento della produzione con elettrolizzatori di grandi dimensioni (> 10 MW) e grande attenzione al potenziamento della PMI operante in questo comparto.

Nel suo documento di fine agosto “Progettualità MISE Recovery & Resilience Facility” il MISE prevedeva solo 1 mld € di investimenti.


19 novembre 2020. “Il Manifesto” (inserto “Extraterrestre”)


26 novembre 2020. La Repubblica/Economia & Finanza

“Enel, Starace: idrogeno verde può essere risposta a decarbonizzazione”

(Teleborsa) – Francesco Starace, Ad del Gruppo Enel, è intervenuto oggi allo European Hydrogen Forum, l’evento che ha riunito i rappresentanti dell’industria, della politica, dei Governi e della ricerca con l’obiettivo di stimolare il potenziale dell’idrogeno verde e discutere degli ultimi sviluppi nel settore.
“Stiamo sviluppando progetti per l’idrogeno verde in Spagna, Cile e Stati Uniti, e abbiamo piani insieme ad Eni per le loro raffinerie e con Snam ed altri operatori per altre applicazioni in Italia”, ha detto Starace durante la tavola rotonda. “Siamo molto contenti del percorso intrapreso dalla Commissione UE verso la decarbonizzazione della società europea. Questa trasformazione è, per noi, a portata di mano e richiede un’accelerazione degli investimenti nelle energie rinnovabili. Inoltre, ci sono settori come il cemento, i fertilizzanti e le industrie chimiche, così come il trasporto via mare o aria, che non possono essere completamente elettrificati e necessitano di idrogeno verde se vogliamo realizzare una società a zero emissioni. Per questi settori, l’idrogeno verde può davvero essere la risposta alla decarbonizzazione. Lo sviluppo tecnologico, tuttavia, è solo nella fase iniziale e dobbiamo accelerarne il passo, oltre che studiarne l’evoluzione con attenzione, per evitare errori nell’allocazione del capitale e scommesse in soluzioni che devono essere testate prima di mettere in atto grandi investimenti”.
Nel segmento dell’idrogeno, il Gruppo Enel prevede di accrescere la propria capacità di idrogeno verde a oltre 2 GW nel 2030. Enel prevede di integrare gli elettrolizzatori negli impianti rinnovabili che producono elettricità per la vendita diretta e per servizi di dispacciamento al fine di supportare l’ulteriore penetrazione delle energie rinnovabili in rete, vendendo idrogeno verde anche a clienti industriali.
Lo European Hydrogen Forum, che è uno dei momenti salienti della European Hydrogen Week, è stato organizzato dalla Direzione generale Mercato interno, industria, imprenditorialità e PMI della Commissione europea (DG GROW) e dal Fuel Cells and Hydrogen Joint Undertaking (FCH JU), in collaborazione con Hydrogen Europe e Hydrogen Europe Research.
La prima edizione della European Hydrogen Week è una settimana di eventi completamente digitale dal 23 al 27 novembre 2020 dedicata al ruolo essenziale dell’idrogeno nel rispettare l’impegno UE a raggiungere la carbon neutrality entro il 2050. La settimana di eventi è stata lanciata dalla Commissione europea e FCH JU al fine di soddisfare il crescente interesse per le tecnologie dell’idrogeno e delle celle a combustibile, e a celebrare l’adozione della European Hydrogen Strategy a luglio.


2 dicembre 2020. Corriere della sera/Economia

“Accordo tra Eni e Enel per l’idrogeno «verde» alle raffinerie”

di Stefano Agnoli

“Verde” per l’una, “verde o blu” per l’altra, le due big company italiane – Enel ed Eni – partono comunque con un accordo sull’idrogeno, da settimane il vettore energetico più di moda e più chiacchierato dell’intero comparto nazionale dell’energia. Il ceo della compagnia elettrica, Francesco Starace, lo aveva in qualche modo anticipato nei giorni scorsi presentando la strategia al 2030 dell’Enel: faremo accordi per fornire idrogeno alle raffinerie dell’Eni. Detto, fatto. In una nota congiunta si annuncia che i due gruppi “stanno lavorando insieme per sviluppare progetti di idrogeno verde attraverso elettrolizzatori alimentati da energia rinnovabile”. Gli impianti – gli elettrolizzatori utilizzano l’elettricità per ricavare l’idrogeno dall’acqua – “saranno posizionati nelle vicinanze di due delle raffinerie Eni presso cui l’idrogeno verde possa rappresentare la migliore opzione di decarbonizzazione. Ciascuno dei due progetti pilota – si aggiunge – includerà un elettrolizzatore di circa 10 Megawatt e si prevede che entrambi inizino a generare idrogeno verde entro il 2022-2023”.

Grigio, verde o blu

Progetti pilota di taglia piccola, quindi, ma un primo rilevante passo dopo che nei giorni scorsi il Mise ha aperto la consultazione sulle linee guida per una Strategia nazionale. In Italia, fino ad oggi, è il Cane a sei zampe il maggior produttore e utilizzatore di idrogeno (330 mila tonnellate su 480 mila) che se ne serve appunto nelle sue raffinerie. Ma si tratta di idrogeno “grigio”, prodotto dal metano: ogni chilogrammo ottenuto rilascia circa nove chilogrammi di CO2. Con quello “verde” le emissioni scendono a zero. “Stiamo lavorando per avere il primo sistema operativo prima della fine del nostro attuale piano triennale”, ha commentato Starace. Ad essere interessate potrebbero essere una delle bioraffinerie Eni (verosimilmente Gela) e un impianto più tradizionale (come quello di Taranto). Collocare l’elettrolizzatore nei pressi eviterà per di più di affrontare (per ora) il problema dell’infrastruttura di trasporto. Per il ceo dell’Eni, Claudio Descalzi, “il nostro obiettivo è quello di accelerare la riduzione della nostra impronta carbonica, implementando le migliori soluzioni applicabili a basse emissioni di CO2, verdi o blu, per ridurre le emissioni dirette e fornire prodotti bio ai nostri clienti”.

I costi e gli sviluppi

“Verde o blu”, precisa dunque Descalzi, e non si tratta solo di sfumature, visto che la compagnia sponsorizza l’utilizzo di idrogeno prodotto con metano (che produce nel mondo in grandi quantità) e poi decarbonizzato con la tecnologia Ccs di “cattura” della CO2: l’idrogeno “blu” appunto. Una delle maggiori differenze tra i due colori risiede nel prezzo. Allo stato attuale, in Italia, si stima che il grigio costi 1-1,5 euro al chilogrammo, il blu 1,5-2 euro mentre il verde tra 6 e 8,7 euro al chilogrammo. Le prospettive di sviluppo e di maggior economicità di quest’ultimo sono però notevoli, e legate alla discesa dei costi di energie rinnovabili ed elettrificatori. La scommessa, e le divisioni sul tema registrate in passato anche tra Enel e Eni, stanno nella velocità del processo di riduzione dei costi. Ed entrambi i gruppi, inoltre, procedono anche separatamente: l’Enel sta sviluppando progetti di idrogeno verde in Spagna, Cile e Stati Uniti. L’Eni in quello blu in Italia e nel Regno Unito. Tra i grandi gruppi nazionali, peraltro, anche la Snam si sta mostrando attiva. Di recente ha chiuso un accordo per l’acquisto di una quota di minoranza nella De Nora, leader mondiale degli elettrodi per elettrolizzatori.


7 dicembre 2020. La Repubblica

“Una pala in mezzo al mare. In Sicilia il più grande parco eolico galleggiante del mondo”

https://www.repubblica.it/green-and blue/2020/12/07/news/eolico_il_futuro_e_in_mare_ma_galleggiante_in_sicilia_parte_il_primo_progetto_nel_mediterraneo-274652589/

Il gruppo Toto ha avviato un progetto per un impianto per 2,9 gigawatt nel canale di Sicilia: 160 torri distanziate di 3,5 chilometri l’una dall’altra, per un investimento da 9 miliardi di euro.

I nuovi 60 GW da fonti rinnovabili entro il 2030, che proponevamo nel convegno del 5 ottobre non sono poi così lontani. Infatti, 10 GW di quei 60 erano previsti per l’eolico offshore.